Il progetto B&O Italy sul magazine Mantova Chiama Garda

08/10/2015

Michele Filippini, fondatore di B&O Italy insieme alla moglie Rita, racconta in un’intervista per Mantova Chiama Garda di come è nato il loro progetto dedicato all'alimentazione biologica Made in Italy di qualità.

L’intervista è sul numero 5 (ottobre/novembre 2015) di Mantova Chiama Garda, magazine di lifestyle, moda, arte, cultura e viaggi. 
Di seguito il testo dell’intervista all'imprenditore mantovano, realizzata da Alessio Pinza.
 

MICHELE FILIPPINI
RISCOPRIRE IL PIACERE DEL GUSTO E DELLA QUALITÀ


Una coppia, marito e moglie, che anche nella vita ha pensato al futuro dei propri figli con l’intento di lasciare loro un mondo migliore di quello attuale, impegnandosi a dare un significativo contributo attraverso questo lavoro con cui proviamo a perseguire i valori ed i principi nei quali credono fermamente: rispetto, tradizione, passione.
 
Cosa l’ha spinta ad intraprendere questa nuova attività? Con quali obiettivi nasce B&O Italy?
«Dopo un’esperienza quasi ventennale in ambito automobilistico (Michele era titolare della Filippini Auto, concessionaria Audi e Volkswagen, ndr) sentivo il bisogno di nuovi stimoli in campi diversi
La passione verso il mondo dell’agroalimentare e la ricerca, oltre ad un fondamentale desiderio di essere parte attiva, pur piccolissima, nello sviluppo sostenibile hanno portato mia moglie Rita e me su questa strada. “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” non può rimanere solo lo slogan di Expo, è l’unica strada obbligata da percorrere».
 
Con quale criterio ricerca i prodotti che poi propone alla sua clientela?
«Parlando di cibo è assolutamente d’obbligo partire dal gusto. Un prodotto deve essere innanzitutto buono, deve dare piacere, deve farmi pensare che lo acquisterei nuovamente.
Superato questo primo “test” arriva il secondo, altrettanto fondamentale: gli ingredienti. Materie prime di alta qualità e selezionate, ove possibile italiane, al bando margarine e grassi idrogenati.
Bontà, salute e made in italy, con un occhio di riguardo ai bambini: queste le linee guida».
 
Come valuta stia andando il mercato eco-bio?
«La prima metà del 2015 ha segnato un +19,8% nel mercato interno, nonostante la superficie agricola coltivata secondo i criteri bio sia solo poco più del 10%. Le potenzialità sono ottime, così come i conseguenti benefici per tutti».
 
Come riconoscere un prodotto bio che sia assolutamente tale? Quali gli inganni del mercato in tal senso? Ove bisogna diffidare?
«Come sempre quando un mercato “tira” non è improbabile l’inserimento di attori a puro fine utilitaristico. Va precisato che tutti gli attori della filiera biologica, dal produttore a chi commercializza, devono sottostare ad una certificazione che, se svolta con serietà, è una garanzia a tutela del consumatore.
Noi abbiamo stretto collaborazioni con aziende piccole, artigianali o poco più, che ci permettono un contatto diretto con chi materialmente produce.
Visitiamo le aziende con regolarità, sappiamo come lavorano, ci confrontiamo, effettuiamo a campione test e analisi di laboratorio dei prodotti. Questo fa sì che il controllo qualitativo sia di buon livello».
 
Quanto si affida al web come strumento di vendita?
«È lo strumento del presente e soprattutto del futuro, le tendenze e i dati a supporto sono molto precisi in tal senso.
Abbiamo deciso di sviluppare il sito partendo proprio dall’e-commerce, che è il centro del progetto. Oltre a trovare moltissime informazioni utili (un’ampia sezione di ricette sempre in evoluzione, i pareri della nostra nutrizionista, approfondimenti scientifici) il nostro sito permette l’acquisto on line in maniera semplice, sicura, e trasparente, con consegna a domicilio».
Personalmente come definirebbe questo suo nuovo lavoro?
«Stimolante, creativo ed etico. Perché il cibo biologico è la parte conclusiva di un lungo lavoro che parla di terra, di rispetto, di cultura. Al di là di filosofia spicciola e falsi buonismi, cercare di contribuire al benessere complessivo è un obbligo morale che tutti dovremmo sentire verso le generazioni future».
 
 

 
Il progetto B&O Italy sul magazine Mantova Chiama Garda
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